Attraverso l’esperienza e sperimentando,impariamo. Nessuno insegna niente a nessuno. Questo è vero tanto per l’infante che passa dallo scalciare allo strisciare al camminare, quanto per lo scienzato con le sue equazioni.
Se l’ambiente lo permette, chiunque puo imparare qualunque cosa scelga di imparare, e se l’individuo lo permette, l’ambiente gli insegnerà tutto ciò che ha da insegnargli. Il « talento » o la « mancanza di talento » c’entrano poco.
Occore riconsiderare ciò che si intende con « talento ». E’ del tutto possibile che ciò che viene chiamato comportamento talentuoso sia semplicemente una maggiore capacità individuale di fare esperienza. In questo senso, si può suscitare il potenziale inesperesso di una personalità accrescendo la capacità individuale di fare esperienza.
Fare esperienza vuol dire penetrare nell’ambiente, coinvolgersi totalmente e organicamente in esso. Il che significa coinvolgimento a tutti i livelli : intelletuale, fisico e intuitivo. Di questi 3 livelli, l’intuito, che è quello più vitale per la situazione di apprendimento , è il più trascurato. L’intuizione viene spesso considerata una dote o una forza mistica di cui usufruiscono solo le persone dotate. Eppure tutti noi abbiamo conosciuto momenti in cui la risposta giusta « arriva » o abbiamo fatto « esattamente la cosa giusta senza pensare ». A volte in simili momenti, in genere provocati dall’irrompere di una crisi, di un pericolo o di uno shock, la persona « media » è stata vista trascendere i limiti del familiare, entrando coraggiosamente nell’area dell’ignoto, e liberare momentaneamente il genio che è in lei. Quando la risposta all’esperienza avviene a questo intuitivo, quando una persona funziona al di là di un ristretto progetto intellettuale, la sua intelligenza viene liberata. L’intuitivo puo reagire solo nell’immediato- adesso. Arriva coi suoi doni nel momento della spontaneità, il momento in cui siamo liberi di relazionarci ed agire, entrando in contatto col mobile e mutevole mondo che ci circonda. Grazie alla spontaneità ci ri-formiamo dentri di noi. Essa crea un’esplosione che ci libera momentanemanete dalle strutture di riferimento che abbiamo ereditato, dalla memoria ingolfata da vecchi fatti e informazioni , da teorie e tecniche mal digerite, frutto delle scoperte altrui. La spontaneità è il momento della libertà personale, in cui siamo posti di fronte alla realtà e la vediamo, la esploriamo ed agiamo di conseguenza. In questa realtà ogni pezzi sparsi di noi stessi funzionano come un insieme organico. E’ il momento della scoperta , dello sperimentare, dell’espressione creativa.
La recitazione puo essere insegnata alle persone « media » come a quelle di « talento » se il processo dell’insegnamento è teso a rendere le techniche teatrali talmente intuitive da diventare quelle personali degli allievi. E’ necessario un modo per accedere alla conoscenza intuitiva. Essa richiede un ambiente in cui possa aver luogo l’esperienza, una persona libera di fare esperienza, e un’attività che provochi la spontaneità.